Mercoledì, 30 Novembre 2022 (S. Andrea apostolo)

Sei in: News » Storia d'Italia » Storie d'Italia e di politici italiani

  • mail

Storie d'Italia e di politici italiani

Alessi, La Loggia, Milazzo e gli strani intrecci del passato della politica nostrana

02/07/2015, 17:27 | Storia d'Italia

Fredda e piovosa la sera del 30 gennaio 1852 a Torino. Una carrozza si
allontana da Palazzo Carignano senza destare sospetto e raggiunge la
villa dell'avvocato Castelli, ex mazziniano e uomo di fiducia di
Cavour.  A scendere dalla carrozza è il deputato Buffa, fedelissimo di
Rattazzi. Dopo poche ore e una lauta cena a base di carne arrosto e
Barolo, viene sancito un patto segreto. L'accordo, che passerà alla
storia come 'il connubio', prevedeva l'intesa della sinistra guidata da
Rattazzi con la destra liberale guidata da Cavour finalizzata alla
difesa di libertà e istituzioni con estrema risolutezza.
L'asse avrebbe garantito la poltrona di primo ministro a Cavour e la
presidenza della camera a Rattazzi in uno dei primi 'governi dalle
larghe intese'.
Il pretesto per rendere nota l'alleanza fu la votazione sulla legge
per la limitazione della libertà di stampa. Cavour e i sui fedeli si
schierarono con le sinistre per proteggere le libertà di stampa,
riunione e associazione. I deputati reazionari presero coscienza del
tradimento. Il connubio, affermarono Cavour e Rattazzi, fu manovra
necessaria per proseguire sulla strada delle riforme mirate a favorire
il progresso e la modernizzazione dello Stato.

Formarono così un governo di "unione nazionale" che durò appena cinque
anni. Cavour, infatti, nel 1857 depose Rattazzi, divenuto nel
frattempo ministro degli interni, poiché non aveva usato il pugno duro
contro alcune sollevazioni mazziniane. Con (falso) dispiacere il conte
mise da parte il vecchio alleato e continuo a guidare con successo la
maggioranza centrista costruita.

Calda e serena la notte tra il 17 e 18 giugno 1997; in via della
Camilluccia, a Roma, si avvicinano all'abitazione di Gianni Letta,
Massimo D'Alema e Franco Marini, ad attenderli oltre a Letta vi sono
Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini e altri esponenti di maggioranza e
opposizione. Dopo un dessert a base di crostata alla frutta - secondo
le inidscrezioni preparata con amore dalla moglie di Letta - viene
concluso, per il progresso e  il bene  del paese, il patto detto
appunto  della "crostata". Nell'accordo era previsto che il leader del
Pds (partito  democratico della sinistra) non insistesse per una messa
in atto della legge sul conflitto di interessi. Berlusconi in cambio
avrebbe fatto proseguire i lavori della Bicamerale. Fra gli obiettivi
della Bicamerale, oltre alla riforma della forma di governo, del
Parlamento, del giudiziario, c'è anche la volontà di realizzare una
riforma della legge elettorale, per sostituire il cosiddetto
Mattarellum.

Berlusconi, non contento della riforma della giustizia e del nuovo
progetto di legge elettorale, architettata ancora dall'onorevole
Mattarella, fa saltare l'accordo (1998).
A cosa porterà il nuovo maquillage politico - che qualcuno già
etichetta come patto del Nazareno - tra il segretario Pd
Renzi-e-Silvio? Ai posteri l'ardua sentenza.

Ignazio Angelo Pisanu

Apri un portale

Newsletter



Lavora con noi

Contatti

redazione@cronacastorica.net

facebook