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11 ottobre 1985: la "battaglia di Sigonella

Trent'anni fa la maggiore crisi tra Italia e Usa

13/10/2015, 01:27 | Storia d'Italia

Uno scontro, militare, politico e diplomatico quello di Sigonella, che ancora oggi si ripercuote sul nostro paese.

11 ottobre 1985. Poco dopo la mezzanotte un Boeing 737 delle linee aeree egiziane atterra – in emergenza carburante e scortato da caccia americani –  all'aeroporto militare Cosimo di Palma a Sigonella, Sicilia: l'intenzione è quella di portarlo nel settore americano della base NATO appena a terra. A bordo del Boeing ci sono i quattro terroristi palestinesi responsabili del sequestro e dirottamento dell'Achille Lauro – e dell'uccisione del passeggero ebreo americano Leon Klinghoffer – insieme al mediatore palestinese Abu Abbas – poi riconosciuto come capo del gruppo e ideatore del sequestro – una ventina di poliziotti e un diplomatico.

L'aereo doveva portare il gruppo in Tunisia, come da accordi stabiliti per il rilascio della nave italiana, dove aveva sede l'OLP ma le condizioni erano valide solo se non fossero stati commessi crimini contro i passeggeri, cosa che alla mediazione non era stata ancora scoperta: gli Usa, avuta notizia dell'assassinio di Klinghoffer reagiscono: quattro caccia americani decollati da una portaerei intercettano l'aereo egiziano sopra Malta e lo costringono ad un atterraggio forzato in Sicilia.

La torre di controllo di Sigonella non è al corrente delle mosse statunitensi, come del resto il governo italiano, e danno l'allarme: il Boeing egiziano viene circondato da venti carabinieri e trenta avieri della VAM - Vigilanza Armata Militare e il comandante della base, il Colonnello Ercole Annichiarico, ordina che nessuno scenda o entri dall'aereo senza suo ordine...Continua a leggere...

Redazione

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