Domenica, 28 Febbraio 2021 (S. Giusto martire in Roma)

Sei in: News » Età moderna e contemporanea » Il feudo elettorale del PD

  • mail

Il feudo elettorale del PD

27/08/2015, 11:08 | Età moderna e contemporanea

25 agosto è finita la settimana di ferragosto, la grigliata è digerita e le giornate al mare sono ormai da archiviare. Mi trovo al mio solito bar a sorseggiare un caffè, quando accanto a me si siede un amico, ci salutiamo e lui mi fa notare un articolo che riguarda la “costruzione” dei nuovi collegi elettorali in Toscana, secondo la nuova legge elettorale l’Italicum. Subito, mi balza agli occhi il collegio Toscana 4, che raggruppa al suo interno città e provincie distanti geograficamente, con storie politiche diverse ed economie diverse.
Il collegio 4 prevede, infatti, che gli elettori del Mugello voteranno con gli elettori di San Miniato, in provincia di Pisa, quelli di Laterina nell’aretino con Empoli e la sua provincia e Pergine in Valdarno. Il collegio, che ha la forma di una piccola isola raccoglie al suo interno tutti i feudi dei volti nuovi del PD, per chiarire ulteriormente basterà dire che, Laterina  nell’aretino è la terra della ministra Boschi, Vinci e Montelupo nell’empolese sono le cittadine rispettivamente del sottosegretario Lotti e del segretario del PD toscano Pardini, e il Mugello è da sempre stata fucina di voti per la sinistra. Facendo una proiezione di voti in questo collegio il Pd vincerebbe in 5 seggi su 6, per l’ultimo seggio scatta infatti la regola dei resti per cui verrebbe assegnato ad un altro collegio toscano.
Non è la prima volta che si sente parlare in politica di realizzare collegi per favorire un partito e sfavorirne un altro, la tecnica fu inventata orma più di 200 anni fa negli Stati Uniti dal governatore del Massachusetts Gerry Elbridge, il cosiddetto Gerrymandering (da Gerry suo nome più una parte della parola salamander, che in inglese significa salamandra).
Egli, sapendo che, all’interno d’una certa regione (dipartimento o stato), ci possono essere parti della popolazione favorevoli a un partito o a un politico, disegnò un nuovo collegio elettorale con confini particolarmente tortuosi, che avevano la forma di una salamandra, includendo quelle parti dei votanti a lui favorevoli ed escludendo quelli a lui sfavorevoli, garantendosi così un’ipotetica rielezione. Per entrare più nel dettaglio la tecnica può avvenire tramite il “cracking” (rottura), cioè nella divisione di un rilevante gruppo di elettori dello stesso partito in tanti diversi distretti, altrimenti tramite il “packing” (impacchettamento), cioè l’esatto opposto, esso mira a confinare in un unico territorio i votanti di un partito, sacrificando un seggio per vincere però tutti gli altri, inoltre tramite la pratica dell’“hijacking” (dirottamento), disegnando i confini in modo tale da obbligare due candidati di partiti rivali a sfidarsi tra di loro, con la certezza che almeno uno dei due risulterà sconfitto e infine il “kidnapping” (rapimento), che cambia i confini obbligando un candidato avversario a candidarsi in un territorio diverso da quello in cui si trova la sua più consistente base elettorale.
Nonostante Gerry Elbdrideg non sia riuscito a essere eletto la sua tecnica fu e viene usata ancora oggi, anche oltreoceano, come sembrerebbe con l’Italicum, ma io lo dico sottovoce non vorrei essere additato come un reazionario.

Zaccarias Gigli

Apri un portale

Newsletter



Lavora con noi

Contatti

redazione@cronacastorica.net

facebook