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Da leggende a passatempi: come le creature fatate influenzano ancora le nostre vite

26/06/2019, 14:52 | Antichità e medioevo

Le creature fantastiche suscitano sempre un forte interesse, grazie al loro importante ruolo nella cultura popolare. Siamo tutti cresciuti con le favole e i cartoni animati in TV popolati da creature magiche dei boschi, più o meno buone. Una volta cresciuti, spesso sentiamo ancora il fascino di fate, folletti e sirene e ci rivolgiamo a forme di intrattenimento più mature per alimentare questa nostra passione. Negli ultimi anni, fenomeni come Harry Potter, Il Trono di Spade e i film de Il Signore degli Anelli hanno riportato alla ribalta il mondo fantasy, ampliando così ancora di più il numero degli appassionati del genere. Le creature magiche che popolano questi mondi sono ispirate a quelle che un tempo si credeva popolassero il nostro. Chi non ha mai sentito una persona anziana parlare delle leggende locali? Tra folletti, fate e posti maledetti, il folklore europeo è ancora vivo e le creature che lo popolano ci permettono di evadere dalla vita di tutti giorni e trovare un po’ di sollievo nella fantasia. Se un tempo molte di queste creature erano temute e riverite, oggi le loro forti personalità, abitudini e caratteristiche fisiche che fanno sì che noi possiamo identificarci con loro. Giochi di ruolo come Dungeon & Dragons, nato nel 1974, mettono in pratica proprio questo desiderio di assumere il ruolo di una di queste creature: il giocatore può infatti partecipare in quanto elfo, orco, gnomo o nano.

Le fate e le creature dei boschi

Le creature dei boschi, e in particolare le fate, sono tra le più amate, sopratutto dalle donne. La fascinazione per le fate è tornata alla ribalta a partire dal caso delle fate di Cottingley nel 1917, in cui alcune fotografie sembravano ritrarre delle fate che interagivano con delle persone. Molta gente credette alla veridicità delle foto, incluso il creatore di Sherlock Holmes, Arthur Conan Doyle, ma alla fine si scoprì che si trattava solo di illustrazioni appoggiate sugli alberi e sull’erba dei prati. Scoprire che le fate non esistono sembra però non aver fermato gli appassionati di queste creature. La narrativa young adult è ad esempio ricca di libri, come Il principe crudele edito da Mondadori, in cui la protagonista scopre di avere un legame col mondo delle fate e spesso si innamora di un principe del regno magico. Anche i videogiochi e l'intrattenimento online sembrano venire incontro agli amanti delle fate grazie a slot online, come Goldwyn’s Fairies disponicbile su Betway Casinò e ambientata proprio nel regno delle fate, questa slot ti farà rivivere momenti di pura magia in un'ambientazione fantastcia; oppure al gioco MMORPG Pixie’s Hollow, firmato Disney, che prevede diverse attività per creare la propria fata preferita e decorare a piacimento il proprio spazio. Si deve infatti proprio alla Disney l’immagine che a tanti viene in mente quando si pensa a una fata: Trilly di Peter Pan. Questa fatina capricciosa e dispettosa sembra incarnare il carattere tipico delle fate e non sono in pochi a comprare accessori che la rappresentano. A seconda della provenienza delle leggende, tuttavia, le creature dei boschi possono essere anche personaggi negativi.

unsplash.com

Goblin, orchi e altri loschi figuri

Se tendenzialmente tifiamo per i buoni, anche le creature solitamente negative stanno avendo il loro successo. Una ragione è sicuramente l'interesse per il macabro e il misterioso, che ci porta a essere contemporaneamente affascinati e disgustati da questi esseri. Un esempio perfetto è quello della sirena delle Fiji, ritrovata nella prima metà dell’Ottocento. I resti mummificati di questa creatura furono esposti e spacciati per appartenenti a una vera sirena, ma si scoprì poi appartenere a una scimmia e un pesce cuciti insieme. Questi resti, tutto fuorché piacevoli alla vista, attirano però ancora molti visitatori presso il museo di Harvard, dove sono esposti. Se le sirene hanno anche un lato positivo, soprattutto se ci rifacciamo alle loro incarnazioni più moderne, goblin, orchi e nani sono spesso stati visti solo in chiave negativa. Ciò non li ha fermati dall’attirare però stuoli di appassionati che fanno loro l’estetica tipica di queste creature. Caso eclatante è quello della band heavy metal statunitense Band of Orcs, che si esibisce indossando maschere da orchi e i cui membri hanno soprannomi come Gogog e Gronk!

Sebbene queste creature siano presenti nella cultura popolare e nella letteratura fin dal medioevo, dove apparivano già come antagonisti in opere come Beowulf, il loro fascino è stato senza dubbio alimentato da film come le serie de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit. Proprio per venire incontro a coloro che, guardando le pellicole, hanno finito con il tifare per i cattivi, i giochi di società ambientati nel mondo di Tolkien, come La battaglia delle cinque armate prodotto da Games Workshop, permettono ai giocatori di assumere il ruolo sia dei protagonisti che degli antagonisti.

pixabay.com

Sebbene ormai quasi nessuno creda delle creature fatate, questi esseri magici hanno su di noi ancora un forte fascino, dovuto al loro legame con le intricate leggende che le circondano e al momento di evasione che offrono a tutti noi quando le interpretiamo giocando o leggiamo un libro ambientato nel loro mondo.

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